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martedì 12 aprile 2016
Il Ricatto
Buongiorno a tutti!
Eccomi qui con una nuova recensione, ieri non sapendo che fare di me stessa, ovvero non sapendo che guardare ho scelto "Il Ricatto".
Il film non è nuovo, anzi è uscito da qualche anno, ma, nonostante avesse attirato la mia attenzione già prima, non ero mai riuscita a vederlo anche a causa delle pessime critiche che aveva ricevuto in giro.
Ieri invece mi sono detta: "No, oggi me lo voglio proprio vedere".
Ma come sempre andiamo per ordine.
Il film, il cui titolo orginale è "Grand Piano" molto più adeguato all'orribile titolo italiano "Il Ricatto", parla di un famoso geniale esecutore pianista che in seguito a un fallimentare concerto si è ritirato dalle scene per ben 5 anni.
Tom Selznick, interpretato dal nostro caro e beneamato "Frodo" Elija Wood, convinto dalla moglie Emma Selznick, famosa attrice di Hollywood, si persuade a tornare sulla scena con un concerto commemorativo in onore del suo insegnante di pianoforte e famosissimo compositore recentemente deceduto, suonerà una selezione delle opere del famoso maestro ma all'ultimo momento decide di non eseguire il brano che l'aveva umiliato 5 anni prima, l'opera impossibile denominata "cinquette".
Ormai rassegnato al suo destino, Tom si appresta a iniziare il suo concerto, ma quando inizia a suonare una brutta sorpresa lo coglie di sorpresa, infatti oltre alle note sulla sua partitura sono scritte inquietanti minacce che lo mettonoin guardia dallo sbagliare anche una sola nota pena la morte sua e di sua moglie.
L'idea di fondo secondo me non è male, al contrario, il titolo italiano secondo me porta parecchio fuori strada lo spettatore medio che probabilmente si aspetterà di vedere qualcosa di molto più attivo, di ciò che in realtà ci troveremo davanti, non che il film manchi totalmente d'azione, ma non è ascrivibile al film di genere.
Per questo tenere il titolo originale sarebbe stato molto utile oltre che maggiormente esplicativo di ciò che ci aspettava realmente.
Avevo temuto che la pellicola potesse dipanarsi in modo troppo lento vista la scarsa possibilità di cambio di scena per ben 90 minuto, ma al contrario il film è scorrevole e non annoia mai durante la visione, del resto abbiamo visto che gli sceneggiatori amano questo tipo di situazioni che pur sembrando statiche riescono a massimizzare l'azione, non a caso si tratta dei creatori di "Buried - Sepolto", film che non ho ancora visto ma che provvederò a procurarmi.
Quindi il ritmo è scorrevole, il film non annoia e anche la recitazione, se non si conta degli evidenti limiti degli attori, insomma Elija Wood uno sforzo in più lo poteva pure fare, ma si gioca tutto sulla maschera dello spavento perenne, non è stata male, inoltre John Cusack ha sempre un suo perché anche con la sua piccola interpretazione ha saputo risollevare il comparto recitativo, ma allora perché il film non ha convinto in pieno?
Credo che sia per la leggerezza con cui è stato trattato il tutto; per scongiurare il pericolo di troppa stasi e guadagnare dal punto di vista del ritmo narrativo si è perso in termini di profondità.
Non si sono approfonditi sufficientemente i caratteri dei personaggi, non si è spiegata per bene la situazione né la faccenda che i protagonisti e di conseguenza lo spettatore, si trovano a vivere e questo lascia con un profondo senso di insoddisfazione, perciò alla fine che cosa abbiamo visto?
Dov'è il climax della pellicola? Anche il momento in cui il protagonista suona il famoso e impossibile pezzo "cinquette" non riesce a creare il giusto tipo di tensione narrativa.
Quello che manca dunque sono le scene che lasciano con il fiato sospeso a chiedersi: "E adesso che cosa succederà?" Niente, il phatos è quasi totalmente assente. E per un film di questo genere è una cosa abbastanza grave.
Le idee ci sono e buone ma non sono realizzate nel modo più adeguato alla riuscita.
Il finale poteva essere degno di nota, ma arrivando dopo tutto il resto del film non riesce nell'intento di lasciare lo spettatore con un possibile interrogativo.
Insomma un'occasione sprecata, perché "Grand Piano", non riesco proprio a chiamarlo "Il Ricatto", avrebbe potuto essere uno dei migliori thriller psicologici degli ultimi anni.
A ogni modo non è un film inguardabile, al contrario lo consiglio a chi volesse guardare qualcosa di non troppo impegnativo ma comunque di intrattenimento. Il film servirà sicuramente allo scopo se se ne affronterà la visione senza troppe aspettative.
Allora buona visione e alla prossima! :)
Sae.
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Cinema
lunedì 7 marzo 2016
La Casa Muta
Allora eccoci di nuovo qui!
Quest'oggi volevo parlarvi di un film uscito già da qualche anno ma che ho impiegato molto tempo prima di decidere di vedere.
In realtà erano diversi anni che c'è l'avevo in lista, ma per un motivo o per un altro non riuscivo mai a oltrepassare i primi cinque minuti di visione, li avrò visti un centinaio di volte come minimo!
Comunque oggi mi trovavo a casa e mi stavo facendo un giro in iTunes Store, c'erano alcuni film molto convenienti e questo era uno di quelli... a soli tre euro!
Non sapevo cosa fare ci me stessa e con una ciotola di patatine ne ho iniziato la visione, ma come sempre andiamo per ordine.
Wilson e sua figlia Laura vengono ingaggiati da Nestor per sistemare un vecchio casolare sperduto nella campagna, così che quest'ultimo possa metterlo in vendita.
Vista la fretta del proprietario di vendere i due dovranno lavorare in modo alquanto celere tanto da decidere di passare due giorni e due notti nella casa per non perdere troppo tempo.
La prima notte però le cose non vanno come si erano immaginati, infatti la figlia di Wilson, Laura, inizia a sentire dei rumori inquietanti provenire dal piano superiore della casa, spaventata la ragazza chiede a suo padre di andare a controllare, ma il risultato di questa richiesta avrà un esito tragico.
"La Casa Muta" è un film molto interessante soprattutto dal punto di vista registico.
Quando mi sono resa conto che si trattava più o meno di un film girato con la classica telecamerina traballante allora ho storto il naso, cioè ultimamente sembra che non esistano film di genere che non utilizzino questa tecnica e probabilmente è anche il vero motivo per cui ci ho messo tanto a proseguirne la visione.
Invece no. La scelta registica è quella del piano sequenza vale a dire una ripresa che srutta un'unica inquadratura riprendendo ciò che accade nella medesima inquatratura in tempo reale.
All'inizio può sembrare quasi una cosa noiosa ma qui sta la bravura del regista perché riesce a sfruttare questa tecnica in maniera davvero superba. Non mi sorprende che il film in questione sia quasi arrivato agli Oscar.
A mio modo di vedere questa sceltà è stata vincente, da quanto ho letto in giro il film è stato girato in soli quattro giorni con un dispendio di risorse economiche davvero irrisorio e questo dimostra una volta di più che per creare un buon film, anche un film d'azione/horror/thriller come questo, non sempre si necessita di mirabolanti effetti speciali che costano un'infinità di soldi.
Non potendo avere a disposizione un budget consistente trovo il modo di agire del regista assolutamente indicato e molto intelligente, se non si possono avere gli effetti speciali allora tanto vale farne a meno del tutto sfruttando al massimo le risorse che si hanno a portata di mano.
E lui le ha usate davvero molto bene.
Il ritmo narrativo o sequenziale che dir si voglia della pellicola non risulta mai lento o privo di mordente anzi saranno notevoli i colpi di scena e molti i momenti in cui si avrà la tentazione di alzarsi le mani davanti al viso.
Ottime le musiche sono presenti senza essere invadenti in modo poco indicato al prodotto di cui stiamo parlando.
Nonostante la quasi assenza di budget la pellicola rivela l'estrema cura che c'è stata nella sua realizzazione, potrebbe sembrare essere stata girata un po' così alla come viene, ma un occhio più attento può accorgersi facilmente che tutto il film viaggia su un equilibrio davvero molto sottile e che deve essere stato curato nei minimi dettagli.
In giro ho letto che questo è un film che si ama o si odia. Da come avrete capito a me è piaciuto molto, ma credo che sia comprensibile anche l'odio, non è una pellicola che può incontrare pareri che stiano nel mezzo, è uno di quei prodotti che si apprezza o si detesta senza vie di mezzo visto il modo estremo in cui è stato realizzato.
Una delle critiche maggiori che ho letto in giro è stata riguardo la mancanza pesante di sceneggiatura.
A mio modo di vedere questo non è affatto vero, a occhi attenti la sceneggiatura c'è eccome, certo non viene servita su di un piatto d'argento allo spettatore che al contrario dovrà spremersi un po' le meningi per capirla, ma sicuramente la storia c'è ed è più seria di quello che non si potrebbe immaginare all'inzio perché non tutto è come sembra e la casa in cui i due protagonisti stanno per smarrire le loro esistenze non è "Muta" a caso.
Si tratta dunque della storia di Laura, della storia di Wilson e anche di una storia che nessun altro vuole vedere e che nessun altro ha visto eccetto le pareti di quella casa che non possono parlare.
Ne consiglio la visione?
Assolutamente sì per coloro che sono amanti del cinema, assolutamente no a coloro che amano i film del genere "Insidious" e simili.
Ma per coloro che amano il cinema di gran classe e mai scontato ebbene "La Casa Muta" è un film sicuramente da non perdere!
Allora buona visione e alla prossima! :)
Sae.
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Cinema
mercoledì 2 marzo 2016
The Revenant
Eccoci qui!
Ovviamente non potevo mancare alla recensione di questo film. Eheheheh!
Finalmente e dico finalmente Leonardo DiCaprio ha vinto il premio Oscar!
Mi sono vista la premiazione in diretta su canale 8 del digitale terrestre.
Mia sorella che, come ho già detto qualche post indietro, ormai aveva preso come una questione di principio vedere tutti i film di DiCaprio fino a quando questi non avesse vinto l'Oscar ormai potrà ritenersi soddisfatta, da parte mia posso solo dire che mi dispiace molto che lui abbia vinto questo premio con questo tipo di film.
Ormai immagino che abbiate capito che Leonardo DiCaprio mi piace moltissimo come attore, lo ritengo molto bravo, non solo, penso sia anche uno dei pochi attori che abbia un'esperienza davvero incredibile in fatto di recitazione e di intrattenimento.
Però c'è sempre un però come dicevo di mi dispiace che abbia vinto con questo determinato film.
Probabilmente vi chiederete perché dica una cosa del genere, ma per arrivare a questo andiamo per gradi.
Allora la storia di "The Revenant" si basa in parte su un personaggio realmente esistito, Hugh Glass un esploratore statunitense, famoso per essere soppravvissuto da solo all'attacco di un orso grizzly e aver vagato per oltre 320 chilometri, dopo essere stato abbandonato dai suoi compagni dato per morto, attraverso il South Dakota.
La storia del film partendo da questo semplice fatto viene romanzata di molto e questa pellicola nello specifico non è nemmeno il primo che prova a raccontare questa straordinaria vicenda sconosciuta ai più, infatti "The Revenant" può essere considerato un remake di un altro film del 1971 "Uomo bianco va' col tuo Dio" con l'attore Richard Harris e diretto da Richard C. Sarafian.
In "The Revenant" Hugh Glass accompagna un gruppo di cacciatori di pelli attraverso le lande desolate e gelate del Nord America. La spedizione viene attaccata dagli indiani e Glass con suo figlio un mezzo indiano avuto da una sua relazione con una donna indiana mentre viveva con la tribù di quest'ultima e poi trucidata dagli americani, sono l'unica speranza per il gruppo di tornare indietro vista la familiarità dell'uomo con il territorio.
Purtroppo Glass viene attaccato da un orso grizzly da cui riesce a salvarsi per miracolo ma restando fortemente ferito e in fin di vita.
Il ritorno con un uomo gravemente ferito diviene difficile per la spedizione ma per dargli la possibilità di una dipartita umana due suoi compagni decidono di restare con l'uomo e suo figlio che si rifiuta di abbandonarlo alla sua sorte.
Fitzgerald (Tom Hardy), uno degli uomini senza scrupoli lasciato con Glass il cui solo interesse è il denaro che ricaverà dalla spedizione, nel timore di perdere altro denaro decide di uccidere quest'ultimo per poternesene andare.
Nel mentre viene però scoperto dal figlio dell'uomo che nel tentativo di salvare il padre viene brutalmente ucciso mentre lui viene abbandonato al suo destino.
Inizia così non solo una storia di sopravvivenza ma anche di vendetta.
Allora il film non è propriamente un brutto film, più che altro direi che si tratta di un film insipido, senza un vero senso.
La verità è che non si capisce se si tratta di un film ambientalista, uno di vendetta o di un film che parla di sopravvivenza, vuole essere tutte e tre le cose senza essere completamente nessuna di queste fino in fondo e Leonardo DiCaprio si trova nel mentre di tutto ciò.
Benché la pellicola sia obbiettivamente di ottima qualità, la fotografia è buona, buoni gli effetti speciali e anche il comparto sonoro è di tutto rispetto, questo non salva il prodotto da una sceneggiatura priva di forma e di contenuto.
Onestamente non capisco come abbia potuto ottenere la nomination come miglior film. Sarebbe stato il colmo se avesse vinto questo premio.
Ma arriviamo alla cosa che sicuramente vi interesserà di più ovvero l'interpretazione di DiCaprio.
L'interpretazione di Leonardo di Caprio è buona, davvero ottima.
In definitiva in questo film lui fa quello che io ho sempre sostenuto ovvero attenersi alla parte senza strafare.
Quindi che cosa c'è che ti è dispiaciuto tanto? Direte voi.
Il fatto che con una parte del del genere era praticamente impossibile strafare, cioè in un ruolo come quello intepretato in "The Revenant" più si va oltre, più si esagera l'interpretazione e meglio è.
Non è che uno può simulare un tizio che si muore di freddo senza esasperare il tremolio del corpo o le espressioni del viso, questa è roba facile per DiCaprio è la sua specialità parliamoci chiaro.
Ed è questo che mi ha dato fastidio.
Ha vinto l'oscar con un film in cui un attore come lui non poteva sbagliare. Non ci sono grandi pezzi parlati o recitati in tal senso e quello sono il vero tallone d'achille di questo straordinario attore.
L'espressività per lui è naturale.
Gli hanno cucito un film addosso, il brutto è che in questa pellicola lui non si è sforzato di entrare nella parte ma la parte è stata confezionata su di lui e sulle sue capacità di attore.
Per questo trovo che sia molto triste che abbia vinto l'oscar proprio con una pellicola del genere.
Da un professionista del suo calibro mi sarei aspettata qualcosa di meglio, più orgoglio e consapevolezza, più desiderio di mettersi davvero in gioco forse, non saprei.
Mia sorella quando ha terminato la visione del film mi ha detto che tutta la pellicola era retta da DiCaprio che era stato davvero bravissimo.
E lui è stato davvero bravo ma onestamente io non la penso nello stesso modo.
Trovo al contrario che il film sia stato retto principalmente da una serie di piccoli ruoli secondari che hanno permesso a DiCaprio di emergere nella sua parte, altra cosa questa che mi ha dato fastidio, come ho detto poco sopra "The Revenant" è un film fatto su misura con e per un determinato attore: Leonardo DiCaprio.
Un film pensato appositamente per permettergli di vincere l'oscar insomma.
Da parte mia trovo che Tom Hardy nel ruolo di cattivo della situazione sia stato bravissimo, non è mai semplice fare la spalla che da la battuta all'attore principale nel modo giusto, e lui ha intepretato questo ruolo in maniera davvero eccellente.
Avrei voluto che venisse data una maggiore visibilità al suo personaggio, anche a discapito di una serie di spezzoni di un Leonardo DiCaprio congelato che mangia carne cruda.
A ogni modo "The Revenant" è sicuramente un buon prodotto, soprattutto se vi piace il genere di film e il periodo storico che rappresenta, ma non aspettatevi il capolavoro che hanno dipinto in giro e nemmeno la più grande interpretazione di Leonardo DiCaprio perché ne ha fatte di migliori.
Allora buona visione a tutti e soprattutto alla prossima!
Sae. :)
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Cinema
sabato 5 dicembre 2015
Ogni maledetto natale
Salve come va?
Siamo arrivati al 5 di dicembre e quindi si avvicina il natale, restando in tema oggi mia sorella ha deciso di farci vedere "Ogni maledetto natale".
Il film aveva attirato la mia attenzione già lo scorso anno al tempo della sua uscita sul grande schermo, avevo letto la trama e mi era sembrato un film da vedere anche se, per nessun motivo in particolare ne avevo sempre tralasciato la visione.
Periiò oggi sono stata ben felice di intraprenderne la visione.
Forse perché mi aspettavo una commedia convenzionale, o magari perché con il natale ha poco a che vedere eccetto il fatto che la pellicola si ambienta a natale, fatto sta che il mio orizzonte di aspettativa è stato piuttosto deluso.
Ma andiamo, come sempre, per ordine.
Massimo e Giulia sono due ragazzi che si innamorano a prima vista, la loro storia d'amore viene però messa in periocolo dall'incombere delle feste natalizie e del giorno di natale da trascorrere con la famiglia dell'uno o dell'altra.
E per l'occasione si conoscono entrambe le famiglie.
La famiglia di Giulia è di modeste origini, gente di campagna piena d'orgoglio e di voglia di darsi importanza in un contesto rurale contaminato dall'ignoranza e da tradizioni ridicole.
La famiglia di Massimo invece è il massimo dello snobismo, vive nella contemplazione della propria ricchezza e della propria appartenenza all'alta società.
Ora arriviamo alla critica, come vi avevo già preannunciato il film mi ha delusa.
Il cast di "Boris" serie che io amo particolarmente, anche qui è molto bravo, se preso singolarmente.
L'idea del film, il soggetto di per sé è buono, davvero molto buono, ma la storia risente di una sceneggiatura non fluida, è come se ci fossero molte cose da dire e da mostrare e troppo poco tempo per farlo.
Questa è una cosa che si sente molto sul ritmo narrativo della pellicola, in quanto anche le scene che dovrebbero essere esilaranti per lo spettatore alla fine non fanno ridere, sorridere forse, ma ridere proprio no.
Si tratta di una critica feroce allo spirito natalizio e al Natale, ma manca del giusto equilibrio, e dei tempi dovuti.
Insomma far ridere come è risaputo e più difficile che far piangere, e soprattutto se in una battuta non si tiene il tempo giusto allora è finita, non si scatenerà mai la risata.
E' così in questa particolare pellicola, mancano i tempi, alla fine dei conti, eccetto che per alcuni momenti in cui scappa la risata, poi la sua comicità è blanda e arriva poco allo spettatore.
Probabilmente il film risente del fatto di essere un primo tentativo, oppure ci si aspettava di condurre la cosa come uno degli episodi della famosa serie televisiva, fatto sta che a discapito di alcune recensioni positive lette in giro, il film non mi ha convinta affatto.
Peccato perché avrebbe probabilmente potuto essere un'ottima prova del nostro cinema nostrano, ma alla fin dei conti è scritta male.
Lo consiglio? Ma sì, tutto sommato è un film carino se non ci si aspetta molto e se si vogliono ritrovare i protagonisti di Boris!
Un abbraccio a tutti e alla prossima visione!
Sae.
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Cinema
sabato 10 ottobre 2015
The Apparition
Salve a tutti!
Eccoci qui con un nuovo film, horror tanto per cambiare! :D
Oggi è il mio onomastico e come sempre me lo dimentico, fortuna che ci sono gli altri a ricordarmelo, e benché fino a un secondo prima fosse un giorno assolutamente normale improvvisamente ecco che è diventato un giorno di festa per me.
Perciò dopo aver sistemato per bene la mia stanza, mi sono fatta un paio di tramezzini a modo mio e ho deciso di coccolarmi un po' davanti a un bel film horror, e visto che fuori imperversava un bel temporale non poteva esserci momento migliore.
Il mio sguardo si è fermato su questo "The Apparition". Già una settimana fa mi ci ero soffermata decidendo poi di vedere altro, e così oggi ho deciso di avviare la visione.
Ma andiamo alla trama.
Una coppia di giovani ragazzi si trasferiscono in una casa in mezzo al niente viste le loro scarse possibilità economiche, sono innamorati belli e insieme stanno bene, sembra essere tutto perfetto ma iniziano a verificarsi strani fenomeni che mineranno la loro tranquillità.
Ora passiamo alle cose serie.
Dire che il film è pessimo equivale a fargli un complimento.
L'inizio è l'unica parte passabile della pellicola che dia un po' di mistero e dura circa due minuti. Subito dopo ci ritroviamo in una specie di aula universitaria dove tre ragazzi che davvero non hanno niente di meglio da fare nella vita decidono che è un buon giorno per complicarsi l'esistenza e cercano di evocare una forza soprannaturale.
Succede un macello ed ecco che arriviamo ai due piccioncini che si sono appena trasferiti in una bella casa nuova, nuova.
Ora questa presenza indefinita come decide di infastidirli? Dal momento che vivono nel deserto, magari aprendogli le porte di notte... sai com'è fa caldo... e poi? Ah giusto! Mettiamo in disordine l'armadio.... e questo nel caso l'armadio fosse stato il mio non sarebbe stato un grande problema, a meno che non l'avessi appena sistemato e la cosa sì che mi avrebbe fatto imbestialire... e poi che altro?
Certo! Che genialata! Metto muffa ovunque! Si sa, la muffa fa una paura che manco l'"Esorcista" versione integrale!
Una volta che questi fatti talmente orribili sono successi in casa mia (sorvolando sul fatto che l'entita maligna fa fuori un piccolo e innocente cagnolino... maledetta bastarda!!! Cattiveria gratuita!) che cosa deciso di fare?
Dormo in giardino! Giusto!
I fatti terrorizzati non cessano di accadere, non ultimo essere appesi al soffitto mentre si dorme e rischiare di essere soffocati dalle lenzuola...
Ma attenzione! Ecco che la ragazza che scopre che il suo boy, le ha nascosto qualcosina, ma proprio "ina" "ina"...
trova così per caso... un video che vede il suo amoruccio impegnato in una seduta spiritica... dove una ragazza viene letteralmente risucchiata da una parete!
E subito dopo si trova davanti il suo ragazzo e la prima cosa che chiede è:
Lei: Amoruccio scusa ma questa ragazza era la tua Ex?
(COOOOOOOSAAAAA???? Ma come trovi un video dove una tipa viene risucchiata dalla parete e tu gli chiedi se è una ex??? Mha'...)
Lui: Amo'... sì, ma no come con te... cioè a lei l'amavo ma è chiaro che a te ti stramo!
Lei: Certo come no! E senti un po'... ma mi spieghi che fine ha fatto?
(Cioè fammi capire ti sei persa l'unica cosa importante del video???? O___O)
Lui: (sudando vistosamente) Ehm... è.... è... sparita...
Lei: Sparita? E che biiiiip significa a deficente se l'è magiata una parete!! E non me lo sapevi dire prima che se mi mettevo con te rischiavo sta fine di merda???
Lui: O____O
A questo punto che cosa viene in mente di fare? I due si mettono in macchina per farsi un bel viaggio per andare a trovare l'amico di lui tale Patrick, unico nome che ricordo, amico il quale ha tentato di tutto tranne farsi sparare da un cannone in aria per avvisare il nostro baldo giovane del periocolo che stava correndo, e che ora i due decidono di contattare.
Patrick informa i nostri baldi giovani che sono circa venti o trenta settimane che vive tipo recluso per evitare di farsi mangiare dall'entità che molto intelligentemente hanno richiamato da ovunque si trovasse per i fatti suoi.
Ma ha un piano geniale per risolvere la situazione, e questa credetemi è davvero una cosa geniale, cioè sicuramente è una cosa che funziona: accendere tutti gli elettrodomestici di casa, accendere tutto ciò che di elettrico si può accendere e mandare le registrazioni delle due sedute spiritiche fatte al contrario.
...................................................................................................................................................................
Sì lo so. E' una cosa tremenda. Ma quale mente malata può concepire una soluzione del genere con qualcosa che si suppone sia soprannaturale e pensare che possa funzionare??
Vabbe'...
Non vi voglio spoilerare anche il finale ma vi dico che non delude le aspettative per quanto riguarda questo film e non riesce assolutamente a risollevare la situazione.
Insomma brutto, brutto, brutto!!
Non posso consigliarlo a nessuno. Perciò se doveste per qualche incognito motivo pensare di vedere questo film... cambiate idea.
Allora alla prossima!!
Sae.
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Cinema
domenica 27 settembre 2015
Mockingbird
Salve a tutti! :D
Eccomi di nuovo qui con la recensione di un altro film horror... tanto per cambiare! XD
Come potete notare dall'immagine si tratta di "Mockingbird".
Ho evitato la locandina con il clown che hanno messo ovunque, in parte perché non mi piaceva, in parte perché secondo me non vende bene il film.
Il regista è lo stesso di "The Strangers" ovvero Bryan Bertino.
Premesso che "The Strangers" non mi è dispiaciuto affatto, benché il ragazzo di mia sorella ci abbia messo una bella pietra sopra, ho affrontato questo film con delle aspettative medio-elevate.
Mi duole dire che in buona parte tali aspettative sono andate deluse.
Nonostante questo però, e qui come sempre faccio la voce fuori dal coro, non mi trovo d'accordo sulle feroci critiche lette in giro.
Infatti il film, soprattutto nei blog e forum italiani, è stato malamente stroncato.
Ma come sempre andiamo con ordine.
Una sera come tante in tre case diverse, in tre parti diverse di una stessa città viene recapitata una costosa videocamera.
Ci troviamo negli anni novanta e l'idea di poter filmare tutto risulta ancora eccitante ed elettrizzante, così come per i destinatari di questo inatteso dono, convinti di averlo vinto con una delle tante cartoline a premi che fanno sempre compilare.
L'euforia iniziale però si trasformerà presto in terrore quando si accorgeranno di essere filmati a loro volta e di non poter smettere di registrare pena la morte.
Queste poche righe bastano a riassumere esaustivamente la trama che non ha molto altro da aggiungere.
Come in "The Strangers" anche in questa pellicola il regista esplora l'inquietudine dell'intimità domestica violata, ma a differenza del suo precedente tentativo questo film risulta non solo noioso, in quanto il ritmo narrativo è lento dal principio, ma anche privo di un qualunque senso.
Non si riesce esattamente a categorizzare la pellicola come film horror perché di orrore non ne ha nemmeno l'ombra, non solo manca anche di una qualsivoglia tensione, o meglio il tentativo di portare a un livello crescente di tensione per poi arrivare alla sorpresa finale da parte del regista c'è ma resta un misero tentativo appunto vittima di una recitazione misera, se non per la passabile prova dell'attore che interpreta il clown, e del montaggio davvero pessimo che non viene salvato nemmeno dall'impostazione telecamera a mano.
Inoltre quando si arriva al finale, la sorpresa, di stupefacente non c'è proprio nulla, in parte perché il finale è altamente prevedibile, anzi direi tanto scontato da essere imbarazzante, e in parte perché lo spettatore si troverà davanti a un ulteriore scena nonsense che non ha nessuna spiegazione.
E giustamente mi direte voi, dopotutto è un nonsense giusto?
Ma ci sono finali e finali di questo tipo e questo è di quel tipo dove il regista dice allo sceneggiatore:
"Ok. Siamo arrivati alla fine, abbiamo scassato lo spettatore abbastanza con tutte queste riprese tremanti e senza senso, come finiamo il film? Eh? Adesso che gli raccontiamo?"
"Mah... non saprei... ma visto che il film è senza senso anche il finale deve essere così, quindi mettiamo la prima cosa che ci viene in mente e siamo a posto!"
Quindi il finale è un qualcosa che onestamente non saprei definire.
In conclusione non è davvero un film horror che consiglierei di vedere a chi vuole una serata impostata a quel terrore che fa saltare sulla sedia.
Ma allora perché ho detto che faccio la voce fuori dal coro?
Perché in effetti del potenziale buono in questa pellicola c'è davvero, solo che è sfruttato malissimo, peggio di così non si poteva!
Infatti è molto interessante il modo in cui questa viene proposta, con titoli introduttivi alle varie fasi del film, cosa che se sfruttata a dovere sarebbe stata molto originale.
Inoltre se il montaggio e la recitazione nonché la regia fossero stati all'altezza dell'idea non ho difficoltà a credere che questo sarebbe stato un film horror notevole, ma al momento non resta che un ibrido di una potenzialità non ancora pienamente sviluppata e anzi regredita rispetto a "The Strangers"
Perciò ne consiglio la visione solo a chi:
1. Ha realmente apprezzato "The Strangers"
2. A chi ama realmente il cinema e può trovare interessate questo tentativo.
Sconsigliato assolutamente a chi ama i film horror vecchio stampo con sangue che scorre a fiumi e scene agghiaccianti.
Allora auguro una buona visione a tutti e alla prossima volta! :)
Sae.
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Cinema
venerdì 21 agosto 2015
Among the sleep
Salve a tutti! Eccomi con un nuovo post su di un videogioco.
Stavolta voglio parlarvi di "Among the sleep" è un gioco che ho finito un po' di tempo fa e di cui solo oggi ho terminato di caricare il gameplay... mio primissimo gameplay, che si trova sul mio canale a questo indirizzo: https://www.youtube.com/channel/UC4vvvS6zMH4-jaujAwxXYEw
Il gioco mi aveva interessata fin da prima della sua uscita, ma come al solito si trattava di un gioco uscito su PC e io detesto giocare al computer... sul serio non so quanti giochi ho lasciato perdere solo perché avrei dovuto giocarli sulla tastiera e davanti allo schermo ravvicinato del computer!
Visto che questo gioco in particolare dovrebbe uscire anche per Playstation 4 avevo pensato di aspettare che uscisse.
Poi è successo che ho avuto l'illuminazione, no perché qualche mese fa ho scoperto che il joypad della play si può usare anche sul computer e lì ho veramente svoltato, perché tramite l'Apple Tv proietto tutto sul televisore e via!
A quel punto più niente mi poteva fermare e così ho deciso di cedere alla mia curiosità, ho comprato il titolo su Steam e via libera e felice!
Allora il tutto inizia il giorno del compleanno della pupa di cui sopra nell'immagine, ok anche io ero convinta che fosse un pupo in realtà visto il pigiamino piuttosto maschile, e il taglio di capelli del tutto originale, ma che ci vuoi fare la vita è dura e anche a me mio padre fino alla pubertà ha fatto tagliare i capelli da un barbiere maschile!
Insomma dicevamo ecco che abbiamo il compleanno di questa pupa, dove la madre dopo due cucchiaiate di torta scarse ci mette a dormire dopo averci fatto scartare un solo regalo ovvero un orsacchiotto indemoniato di nome Teddy.
Succede però che mentre stiamo beatamente dormendo, non solo ch fregano l'orsacchiotto ma ci cappottano la culla costringendoci a entrare in una specie di mondo parallelo alla ricerca di nostra madre scomparsa ed è qui che la cosa si fa interessante perché alla faccia del fatto che siamo una piccola bimba indifesa ci sarà un mostro malefico a darci la caccia e impedire il ritrovamento della nostra cara mammina.
Non voglio dirvi di più perché per chi non l'avesse ancora giocato è un gioco che va affrontato sapendone il meno possibile, proprio per non rovinarsi l'esperienza di gioco.
"Among the sleep" è una di quelle esperienze ludiche che lasciando davvero contenti di aver giocato, e con il desiderio di giocare subito a qualcosa di simile restando poi delusi perché ci si rende subito conto che non c'è e che sarà difficile reperire di nuovo un tipo di perla simile.
Il gameplay non è né troppo lento né troppo veloce e la difficoltà è giusta anche per coloro che non hanno dimestichezza con questo tipo di giochi, senza però essere troppo semplice per chi invece è un giocatore abituale.
Gli scenari sono davvero adorabili, sulla grafica nulla da dire e anche il comparto sonoro è stato curato nei minimi dettagli, eccettuata forse la ninna nanna della mamma che dopo un pò comincia a diventare davvero irritante! XD
Il gioco non è scontato, non è semplicistico e non è qualcosa di già visto, ma è originale e piacevolissimo fin dai primi momenti, forse la longevità non è delle migliori, io l'ho finito in meno di un giorno, ma probabilmente se si fosse allungato di più il brodo la storia e il ritmo narrativo ne avrebbero grandemente risentito.
Consiglio questo gioco agli amanti del genere? Assolutamente sì! Anzi mi azzardo a dire che anche coloro che sono particolarmente affezionati a squartamenti e teste mozzate, non disdegneranno questo tipo di esperienza videoludica una volta arrivati al finale, che a mio modo di vedere è la parte migliore del titolo senza ombra di dubbio, la vera genialata di questo gioco.
Quindi che aspettate? Vi piacciono i videogiochi? Siete tra quei pochi che ancora non ci hanno giocato? Collegatevi a Steam e compratelo allora... ne vale la pena!
Allora un saluto e al prossimo post! :)
Sae.
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Videogiochi
mercoledì 19 agosto 2015
Everybody's gone to the rapture
Salve a tutti! Quanto tempo eeeh? E' incredibile quanto scriva su questo blog a fasi alterne! Sono anni che ce l'ho ormai eppure non sono molto costante... spero però di essere utile per coloro che mi leggono o che capitano su queste pagine per caso. :)
Una cosa che non credo di avervi mai detto è che sono una grande amante dei videogiochi, non ho molto tempo da dedicarvi purtroppo, ma sono fornita di tutto punto per poterci giocare, ho infatti un ottimo computer, PS3, PS4, Wii, PS portable e anche DS... insomma sono organizzata come vi ho detto!
Devo aggiungere una nuova sezione... -___-
Devo aggiungere una nuova sezione... -___-
L'anno scorso mi sono imbattuta in un giochino niente male, più che un gioco un'avventura grafica in realtà che si chiamava "Dear Esther" ideato dalla Software House "The Chinese Room".
In realtà lo scaricai come gioco horror/thriller e mi ritrovai con un'esperienza che mi lasciò molto sopresa e piacevolmene soddisfatta.
Era qualcosa a cui non avevo mai giocato e sia la storia che il modo di narrarla avevano fatto passare in secondo piano il fatto che le interazioni con l'ambiente circostante fossero ridotte all'osso e che da giocare in effetti ci fosse davvero poco.
Quando qualche mese dopo lessi che "The Chinese Room" si stava cimentando nella creazione di un nuovo gioco che avrebbe avuto come probabile tema la fine del mondo, decisi che sicuramente vi avrei giocato, benché si preannunciasse una logevità piuttosto bassa dello stesso.
Perciò quando solo ieri me lo sono visto su PSN pronto da scaricare mi sono detta che proprio non me lo dovevo lasciare scappare e così proprio ieri ho cominciato a giocarlo e l'ho anche finito! XD
Il gioco riprende le fila di "Dear Esther" che a me era piaciuto davvero tantissimo per la sua particolarità e la sua dolcezza nel trattare un tema piuttosto forte.
Chi conosce il gioco sa di cosa parlo :)
Per chi invece non lo conoscesse si tratta di un gioco che si concretizza in un'avventura grafica, il racconto di una storia dove l'unica libertà del giocatore è quella di poter esplorare il luogo in cui si trova.
Con "Everybody's gone to the rapture" ci troviamo nella stessa situazione con la differenza dell'aggiunta di vaghissimi accenni di punta e clicca, molto vaghi davvero come poter rispondere al telefono, l'unico tasto azione che avremo infatti, parlo per coloro che hanno una console, sarà il tasto "X".
Lo scenario in cui ci troviamo all'inizio del gioco è quello dove siamo unici superstiti di una tragedia che sembrerebbe aver spazzato via l'intera popolazione di una città.
Siamo una scienziata donna di nome Kate Collins.
E' così che cominciamo a vagare per le strade deserte di un villaggio dello Shropshire.
Avremo la possibilità di visitare tutto il villaggio, anche le case disabitate eccetto quelle su cui troveremo affisso uno strano volantino che ci informa che l'abitazione è stata messa in quarantena a causa di un virus.
Durante il nostro vagare in questo paese fantasma verremo a contatto con delle sfere luminose o tracce di luce le quali avranno in compito di darci degli indizi per comprendere la storia degli abitanti e come si è arrivati alla tragedia.
Il gioco riprende le fila di "Dear Esther" che a me era piaciuto davvero tantissimo per la sua particolarità e la sua dolcezza nel trattare un tema piuttosto forte.
Chi conosce il gioco sa di cosa parlo :)
Per chi invece non lo conoscesse si tratta di un gioco che si concretizza in un'avventura grafica, il racconto di una storia dove l'unica libertà del giocatore è quella di poter esplorare il luogo in cui si trova.
Con "Everybody's gone to the rapture" ci troviamo nella stessa situazione con la differenza dell'aggiunta di vaghissimi accenni di punta e clicca, molto vaghi davvero come poter rispondere al telefono, l'unico tasto azione che avremo infatti, parlo per coloro che hanno una console, sarà il tasto "X".
Lo scenario in cui ci troviamo all'inizio del gioco è quello dove siamo unici superstiti di una tragedia che sembrerebbe aver spazzato via l'intera popolazione di una città.
Siamo una scienziata donna di nome Kate Collins.
E' così che cominciamo a vagare per le strade deserte di un villaggio dello Shropshire.
Avremo la possibilità di visitare tutto il villaggio, anche le case disabitate eccetto quelle su cui troveremo affisso uno strano volantino che ci informa che l'abitazione è stata messa in quarantena a causa di un virus.
Durante il nostro vagare in questo paese fantasma verremo a contatto con delle sfere luminose o tracce di luce le quali avranno in compito di darci degli indizi per comprendere la storia degli abitanti e come si è arrivati alla tragedia.
Il gioco a tratti un po' lento, a causa delle immense esplorazioni dello scenario che ci circonda che sono davvero mastodontiche ma necessarie se si vuole conoscere ogni piccolo risvolto della storia, ci mostra uno scenario che comprenderemo un po' per volta unendo tutti i pezzi del puzzle, e conoscendo tutti i protagonisti della vicenda a partire da Kate, Stephen, suo marito, Lizzie e a tutti gli altri personaggi, entreremo nell'intimità di queste persone scoprendo poco alla volta che non tutto è come appare e che noi tutti siamo parte di qualcosa di tanto più grande di noi che non sempre è un bene cercare di comprendere.
Il finale infatti risulterà al giocatore forse troppo filosofico e accennato, ma fortunatamente non al punto da inficiare l'intera bellezza del gioco.
Che dire a me il gioco è piaciuto moltissimo, la storia è delicata e coinvolgente nonostante il ritmo non sempre fluido, sono inoltre convinta che bisogni rigiocare più di una volta per scoprire tutto.
Se siete amanti delle avventure grafiche allora non potete lasciarvi scappare l'ultima fatica di "The Chinese Room" in collaborazione con lo "Studio Santa Monica" software house che ha sfornato piccoli gioielli come "The Unfinished Swan", "Journey" e "The Order:1886".
In alcune recensioni che ho letto in giro ho notato che si parla di scarsa longevità, personalmente ritengo che questo non sia esatto, infatti, come già detto, inizialmente si era parlato di una sola ora di giocabilità per un gioco che ora ne ha più di 10 se si va di fretta, durata che per un'avventura grafica di questo tipo va più che bene a mio parere.
C'è da aggiungere però per chi ama l'action e dà poco peso alla storia e alla narrazione che questo non è di certo il gioco che fa per lui.
Allora buona giocata e al prossimo post! :)
Sae.
Il finale infatti risulterà al giocatore forse troppo filosofico e accennato, ma fortunatamente non al punto da inficiare l'intera bellezza del gioco.
Che dire a me il gioco è piaciuto moltissimo, la storia è delicata e coinvolgente nonostante il ritmo non sempre fluido, sono inoltre convinta che bisogni rigiocare più di una volta per scoprire tutto.
Se siete amanti delle avventure grafiche allora non potete lasciarvi scappare l'ultima fatica di "The Chinese Room" in collaborazione con lo "Studio Santa Monica" software house che ha sfornato piccoli gioielli come "The Unfinished Swan", "Journey" e "The Order:1886".
In alcune recensioni che ho letto in giro ho notato che si parla di scarsa longevità, personalmente ritengo che questo non sia esatto, infatti, come già detto, inizialmente si era parlato di una sola ora di giocabilità per un gioco che ora ne ha più di 10 se si va di fretta, durata che per un'avventura grafica di questo tipo va più che bene a mio parere.
C'è da aggiungere però per chi ama l'action e dà poco peso alla storia e alla narrazione che questo non è di certo il gioco che fa per lui.
Allora buona giocata e al prossimo post! :)
Sae.
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Videogiochi
giovedì 17 aprile 2014
Vanishing on 7th Street
Salve a tuti come va? Spero bene!
Ci stiamo avvicinando a Pasqua che sarà tra pochi giorni, quindi cerchiamo di non mangiare troppe uova di cioccolato!! XD
Sono di nuovo qui per parlarvi di cinema, come potete vedere il film in questione è "Vanishing on 7th Street".
Stavo cercando come sempre qualcosa da vedere, ma volevo vedermi un horror e così mi sono messa in moto e il mio sguardo è caduto su questo.
Una sera nel cinema di un centro commerciale vediamo un addetto ai lavori che sta lavorando alla sua solita postazione dietro lo schermo, mentre munito di luce da lettura si documenta sui fatti misteriosi e irrisolti.
Improvvisamente c'è un black-out. Non appena si riaccendono le luci però ci si accorge di un fatto molto, molto anomalo, tutti quanti sono misteriosamente scomparsi.
Unico segno delle persone che fino a un attimo prima hanno popolato le strade, gli ospedali, i cinema e tutto quanto c'è intorno a lui, sono i vestiti che queste hanno indossato dino a un momento prima di sparire.
Ben presto si arriva a capire che se si vuole mantenere la propria esistenza nel mondo reale, sarà meglio restare alla luce perché altrimenti le ombre verranno a prenderti...
Partiamo dal presupposto che il film non è male, se piace il genere senza un genere in realtà, sì perché la pellicola in questione non è di facile identificazione.
Dovrebbe essere un horror/thriller probabilmente, ma a un certo punto vuole strafare e questa è una cosa che non gli giova affatto, se la trama fosse rimasta più semplice o anche semplicemente irrisolta con un finale aperto a più interpretazioni probabilmente sarebbe stato meglio.
Detta in tutta onestà la punta di fantascientifico/religioso che si va delineando verso il finale delude lo spettatore che avrebbe potuto aspettarsi qualcosa di diverso e più simile al thriller che magari avrebbe voluto vedere, come sempre l'orizzonte d'aspettativa è un'arma a doppio taglio.
Non ci dimentichiamo di quel "The Box" esperimento sicuramente riuscito meglio questo, ma che a differenza di questo dosava il mistero con le altre componenti in modo sapiente e sì avrebbe potuto deludere lo spettatore, ma anche no.
Nel caso di questo film invece la delusione è pressoché scontata. Non si può prensentare un film come horror e poi ritrovarsi con una specie di polpettone filosofico religioso!
Il cast artistico così come quello tecnico non mi sembra brillare in modo particolare compreso Hayden Christensen che mi dispiace dirlo, qui non da la sua interpretazione migliore.
Le inquadrature sono nella norma e la fotografia non è tanto male, le musiche nulla di eccezionale.
Insomma un film che si può tranquillamente guardare una sera quando non si ha niente di meglio da vedere e si cercano un paio di ore in compagnia di una mistery story.
Mi raccomando però di non aspettarvi troppo o ci resterete male!
Peccato perché la storia di base era davvero buona! ^___^
Alla prox!
Sae.
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Cinema
mercoledì 26 febbraio 2014
Castelli di ghiaccio
Salve eccomi qui con un'altra delle mie recensioni.
Come potete vedere passo da un genere a un altro, del resto trovo che il bello del cinema sia riuscire a immergersi in quante più storie possibili.
Non serve essere troppo schizzinosi, in quanto cinema o anche lettura, spesso si perdono storie troppo belle, o anche solo divertenti o leggere, per qualche preconcetto. :)
Come da immagine vi parlo oggi di Castelli di Ghiaccio.
Vidi questo film circa tre anni fa. Una delle mie passioni è guardare il pattinaggio artistico, così ogni film di questo tipo, o anche sul ballo, non me lo lascio scappare e lo vedo sempre volentieri.
Questa pellicola in particolar modo non è niente di speciale, devo ammetterlo. Anche la prima volta che lo vidi ne rimasi spiacevolmente delusa.
Mi sembrava che al ritmo del film mancasse qualcosa, non mi convinceva per niente.
Però c'era qualcosa che non quadrava del tutto. Insomma la sensazione che in realtà quel film non fosse tutto lì. Un po' l'impressione che avrebbe dovuto essere altro ma che alla fine non si sa come era uscito fuori, così senza una vera e propria personalità.
Però c'era qualcosa che non quadrava del tutto. Insomma la sensazione che in realtà quel film non fosse tutto lì. Un po' l'impressione che avrebbe dovuto essere altro ma che alla fine non si sa come era uscito fuori, così senza una vera e propria personalità.
Tre anni fa lasciai cadere la cosa così e non ci pensai più di tanto, alla fine può succedere di incappare in prodotti pessimi. Mica tutti i film possono piacere!
Poi ieri l'ho rivisto perché volevo continuare a vedere qualcosa che riguardasse il pattinaggio artistico, dopo le ultime olimpiadi invernali :)
Ancora una volta ho provato quella sensazione di scontento. Stamattina a ogni modo mi sono interessata alla colonna sonora e tema portante del film, da lì sono arrivata a un post di Yahoo Answers, incredibile ma vero, ha una sua utilità di tanto in tanto!
E ho visto il post di una ragazza che cercava un film riguardante una ragazza cieca che pattinava perché era il suo film preferito.
Ho pensato, vabbe' tutti i gusti son gusti. Il film di cui parlava la ragazza in questione però non era quello che avevo visto io, bensì l'originale ovvero Castelli di Ghiaccio del 1978.
In un secondo ho focalizzato la situazione. Quello che avevo visto io era un remake.
Per pura curiosità ho cercato di ritrovare questa prima versione, e ne ho trovata una in streaming sottotitolata.
Una volta terminata la visione finalmente il film e la storia hanno assunto un loro senso.
Sicuramente la produzione del 1978 è di livello decisamente superiore, la Disney ha trasformato un film tanto carino in qualcosa di eccessivamente leggero che nello stesso tempo mostra momenti dramma che però non sono pienamente resi ed è così che lo spettatore resta disorientato.
Mi sono dilungata troppo... accidenti!
In breve il film narra la storia di Lexie una pattinatrice amatoriale che trova la sua occasione decidendo di partecipare alle selezioni per i campionati regionali.
Non passerà la selezione, ma verrà invece notata da un allenatore/allenatrice e di lì la tanto sperata scalata al successo per lei sarà vertiginosa.
Il film è carino, parlo della versione del '78 perché l'altra onestamente non mi sento di considerarla o di consigliarla.
E' priva di un qualunque senso di realtà, come se la protagonista da un giorno all'altro diventasse un fenomeno il cui unico problema sia la celebrità appena conquistata e un bacio dato per festeggiare al suo allenatore.
I film dovrebbero essere identici ma non lo sono.
Consiglio pertanto il primo se vi piacciono i film sul pattinaggio.
Buona visione e alla prox! :)
Buona visione e alla prox! :)
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Cinema
martedì 25 febbraio 2014
Cloud Atlas
"Le nostre vite non sono nostre.
Siamo uniti gli uni agli altri, passato e presente,
e ogni nostro crimine o gentilezza, costruisce il nostro futuro"
Era qualche tempo che volevo vedere questo film dei fratelli Wachowski, premesso che loro mi piacciono abbastanza, infatti ho apprezzato moltissimo Matrix, il primo capitolo intendiamoci, e ho letteralmente amato la loro trasposizione del fumetto di Alan Moore "V per Vendetta", quindi non potevo lasciarmi scappare questo film che tra le altre cose ha un cast veramente notevole.
Il motivo per cui fino a ora non l'avevo ancora visto era che il trailer non permetteva di capire molto, anche se ora ne so il perché.
Del resto sarebbe stato riduttivo pubblicizzare il film in modo consono, in quanto ogni tipo di reclame o pubblicità che ne fosse stata fatta avrebbe creato preconcetti che ne avrebbero poi viziato la visione.
E ci riallacciamo al motivo della mia tardiva visione. In quanto dovunque leggessi pareri sulla pellicola le persone che l'avevano visto si dividevano in coloro che lo amavano e coloro che lo odiavano.
Procediamo dunque.
I Wachowski hanno tenuto il più stretto riserbo riguardo questo film fin quasi al momento della proiezione nelle sale.
Credo di capire il perché di questa scelta, in realtà Cloud Atlas è un film molto particolare, a dire il vero non credo di aver mai visto nulla di silmile prima.
Se nella parte futuristica del film i due registi avessero evitato un ovvio riferimento al loro "Matrix" facendola un po' più semplice, si fossero chiamati Peter Jackson, James Cameron, Spielberg o Nolan e avessero affrontato un tema più convenzionale limando qualche sbavatura, sicuramente qualche nomination all'Accademy l'avrebbero ricevuta.
Ma come sempre in questi casi l'originalità non paga, non ci stupisce che Cameron abbia vinto il suo oscar con un film come Titanic, che sarà anche un film eccellente ma che non si può dire abbia una sceneggiatura meno che banale.
Però torniamo al nostro Cloud Atlas, il quale in realtà è l'adattamento cinematografico del libro "L'atlante delle nuvole" di David Mitchell e se il libro è complesso anche solo la metà di quello che credo sia, allora l'impresa posta in essere con il film è stata quanto meno ambiziosa.
A questo punto dovrei dirvi di cosa tratta la storia, o meglio di cosa trattano le storie.
Eh sì, perché qui di storia non c'è n'è una sola ma ben sei e tutte ambientate in periodi storici differenti.
Dovrei dire che si tratta di un amore che vincendo il passare del tempo continua a ritrovarsi nel circolo in continua evoluzione delle reincarnazioni?
Potrebbe essere, ma non è solo questo.
Allora dovrei forse dire, che si tratta della storia della natura umana e della sua evoluzione nel corso dei secoli di decisioni, e azioni perpetrati dall'uomo?
Potrebbe essere, ma non è nemmeno soltanto questo.
Quindi che tipo di film è Cloud Atlas? E direi che questa è una bella domanda. :)
Se dovessi definirlo e incanalarlo in una categoria ebbene non potrei dire che sia un film storico, thriller, drammatico, romantico, fantascientifico o altro.
E allora che film è Cloud Atlas e cosa deve aspttarsi lo spettatore che vuole vederlo?
Io credo di poter dire, che questo film è in realtà un viaggio. Un viaggio in noi stessi. Penso sia questo che volesse l'autore del libro o quanto meno i registi del film.
Guardiamo da spettatori le vicende intrecciate di tanti personaggi, destini che si rincorrono nel corso delle epoche e della storia, e che non fanno altro che raccontare quello che è la vita per ognuno di noi. Il peso della scelta che ogni giorno, quotidianamente, ci troviamo ad affrontare e che cambia il nostro cammino e destino di minuto in secondo.
C'è la storia di Adam, Robert, Luisa, Timothy, Somni e Zachry, ma in realtà è la nostra storia quella che ci vogliono mostrare i registi, tinta forse con un po' di idealismo esagerato e con qualche banalità qui e là, forse avrebbero potuto tralasciare qualcosa, ma l'itento, quello di sicuro era poetico.
Tornando a noi, ottima l'interpretazione degli attori tutti, se dovessi dire che qualcuno è stato più bravo di un altro non credo che potrei farlo, la prova è stata equilibrata da parte di tutti e credo che questa sia stata una cosa essenziale per la riuscita della pellicola, infatti se solo uno avesse sovrastato l'altro, il castello di carte su cui è costruito il tutto sarebbe crollato miseramente.
Ottimi, come sempre quanto si parla di fratelli Wachowski, gli effetti speciali. Il trucco superlativo, insomma il modo in cui hanno trasformato Hugo Weaving in donna è stato geniale, quando l'ho visto a momenti morivo dal ridere!
Della sceneggiatura ne ho già parlato in abbondanza, originale senza ombra di dubbio e ben fatta.
Per buona parte della durata della pellicola lo spettatore potrebbe sentirsi disorientato, e non riuscire ad afferrare lo strano incastrarsi degli eventi che gli vengono mostrati. Poi alla fine potrebbe anche chiedersi, che cosa abbia visto per quasi due ore, ma è proprio a quel punto che ecco... come una stella cadente che illumini il cielo per un secondo... "Ah... era questo"
Magari dopo ne perderà nuovamente il significato... ma quell'attimo era tutto ciò che contava e quello che volevano i registi.
Chi legge chi? Alla fine siamo tutti lettori.
Ora ne consiglio o meno la visione?
Ebbene, io ve la consiglio se siete amanti del cinema, perché se lo siete non potete perdere questo esempio di cinematografia, potrà piacervi oppure no, ma dovete vederlo.
Se invece cercate una banale storia sulla reincarnazione e l'amore che lotta contro i secoli del tempo, non è il film che fa per voi.
A voi la scelta. :)
"Cos'è l'oceano se non una moltitudine di gocce?"
Adam Ewing
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