domenica 5 maggio 2013

4bia

Pubblicato da Sae alle 22:08 0 commenti




Vista la mia passione per questo genere di film non poteva mancare anche oggi qualcosa che servisse a darmi un po' di adrenalina. 

Mi piacciono molto i film horror che racchiudono in sè più storie autoconclusive, sono la mia passione quando si tratta di questo genere, mi sono piaciuti molto "I racconti della cripta" così come anche il made Japan "Three". Perciò quando il mio sguardo è caduto su questo "4bia" non ho potuto assolutamente lasciarmelo scappare, non solo mi sono precipitata subito alla visione!

Il film come già detto in prececenza si compone di quattro cortometraggi, ovvero quattro storie diverse.
Ogni storia affronta, per quanto riguarda la tematica horror, un tema differente di volta in volta.
Non voglio illustrarvi le tematiche per non togliervi nulla dell'effetto suspance!

I quattro episodi sono in questo ordine: "Felicità", "Occhio per occhio", "Quello in mezzo" e il "Volo 224". 


Il film parte subito alla grande con l'episodio "Felicità" che tra i quattro è stato quello che ho preferito in assoluto. 
La storia è quella di una ragazza che costretta in casa per colpa di una frattura alle gambe inizierà, per noia e per svagarsi un po', a scambiare sms con un misterioso ragazzo, fino a quando le cose non saranno più tanto tranquille...

L'intero corto è in assenza di dialoghi, la fanno da protagonista, gli effetti sonori e tutti i suoni della città che la ragazza ascolta dall'alto del suo appartamento. Il montaggio sopraffino e la regia semplice ma di grande effetto, rendono "Felicità" un segmento del film molto apprezzabile e dal finale affatto scontato. Si raccomanda però la visione con i sottotitoli in italiano, in quanto essendo il film di matrice filippina, i testi dei messaggi non sarebbero altrimenti comprensibili!! XD

L'episodio seguente, "Occhio per occhio" è quello che mi ha convinta meno di tutti. 
La storia narra di un ragazzo che continuamente maltrattato dai suoi compagni di scuola alla fine troverà un modo spietato per vendicarsi. 
La regia fin troppo o troppo poco elaborata, pensata o studiata, e l'eccessivo uso delle scene splatter unite in taluni casi a un eccessivo uso della grafica di computer, rendono questo una parte del film un po' pesante e in alcuni momenti anche ridicola, per poi salvarsi giusto appena in tempo in calcio d'angolo con un finale leggermente più convincente. 

Il terzo episodio è senza alcun dubbio quello più esilarante e divertente senza per questo perdere nulla della sua atmosfera nera. 
"Quello in mezzo" è la storia di quattro ragazzi che partono per un viaggio - campeggio in mezzo a un bosco per fare poi un po' di canottaggio. Ed è proprio in questo frangente che uno dei ragazzi viene dato dagli altri per disperso in acqua... lo stesso che aveva promesso nell'eventualità di tornare ad uccidere... quello in mezzo. 
Questa parte del film è davvero da vedere! I quattro ragazzi sono spassossissimi nella loro paura e soprattutto nel prendere bonariamente in giro famosissimi film, colossal americani, quale a esempio "Titanic" o anche famosi film horror asiatici quale a esempio "Shutter", tra l'altro dello stesso regista di questo corto. 
Fino al finale con il giusto colpo di scena, lo spettatore oltre brividi di paura si farà sicuramente anche qualche risata!

Il quarto e ultimo episodio è "Volo 224". 
Con questo ultimo segmento di film ritorniamo  a quelle che sono le classiche atmosfere da cinema horror. 
La storia narrata è quella di una giovane donna che lavora come hostess di volo in una compagnia aerea. All'ultimo momento la donna viene esplicitamente richiesta per un volo privato in cui viaggerà una principessa persiana che lei stessa aveva assistito durante il volo del suo viaggio di nozze insieme al marito. 
Ben presto capiremo che la richiesta non è casuale e che la fredda principessa sa bene che la nostra eroina di turno è l'amante del marito dal quale sta ormai divorziando. 
E' così che prende vita un thriller senza esclusione di colpi dove la tensione non fa che salire e continuare a salire fino al finale che lascerà... più o meno soddisfatti. 

Per concludere "4bia" è senz'altro un titolo che va visto per gli amanti del genere e per quelli che come me amano i corti horror!

Buona visione e alla prox!

Sae.

Albert Nobbs

Pubblicato da Sae alle 20:21 0 commenti



Salve a tutti!
Eccomi di nuovo qui a scrivere di cinema tanto per cambiare ahahah!!

Oggi ho visto un paio di film ma comincerò parlandovi di questo "Albert Nobbs". 

Era parecchio tempo che questo titolo restava così a ronzare in lontananza nel mio cervello, come una zanzara anche un po' fastidiosa che proprio non ha intenzione di lasciarci in pace. 
Continuavo a ripetermi che come titolo doveva essere interessante, e che avrei dovuto vederlo, ma per un qualche incognito motivo, forse anche la scarsa promozione che in parte ha avuto questo film, ho rimandato il momento, quando oggi, nell'attimo in cui mi è ritornato in mente, ho deciso che l'avrei assolutamente visto. 

Albert Nobbs è un attempato uomo che fa il cameriere nell'hotel gestito da una nobile duchessa decaduta. Persona di poche parole, schiva, ma sempre puntuale e ligia al proprio dovere, vive risparmiando tutte le proprie mance e il proprio stipendio senza concedersi mai uno svago o un lusso che possa ripagarlo almeno in parte del proprio duro lavoro. 
Questo è quanto appare allo spettatore e a tutti gli ospiti dell'albergo in cui lavora l'uomo, ma la realtà è molto differente, infatti Albert Nobbs è una donna.
Un giorno in seguito alla necessità di ridipingere alcuni ambienti dell'hotel, la donna si vede costretta a dividere il proprio letto con l'imbianchino ed è così che viene smascherato il suo segreto se non per scoprire subito dopo a sua volta che anche il fantomatico "imbianchino" è una rappresentante del gentil sesso. 
Questo incontro cambierà la concezione che aveva avuto del mondo fino a quel momento per portarla a desiderare cose che non aveva mai pensato di poter ottenere prima e sfuggire per sempre alla solitudine della propria vita, facendole credere che forse anche lei può permettersi di sperare che i sogni possano realizzarsi un giorno. 

Il soggetto della pellicola è sicuramente accattivante, "Albert Nobbs" ha di base tutto quanto serve per non annoiare lo spettatore coinvolgendolo in una storia affatto banale e leggermente melanconica. 
Questo sarebbe stato il suo potenziale in effetti. Purtroppo tale potenziale non è stato sfruttato così come avrebbe dovuto, il film si trascina lentamente prendendo in considerazione tanti temi importanti quali, la condizione della donna  alla fine dell '800 e gli inizi del '900, l'amore omosessuale da parte di una donna, il concetto del matrimonio omossessuale tra due donne, l'eterna chimera di quella cosa chiamata felicità che noi tutti inseguiamo senza mai raggiungere. Così tante tematiche per un film che forse avrebbe dovuto concentrarsi su una sola, quella centrale e principe ovvero la storia di Albert Nobbs. 
Sicuramente il film si incentra su questo personaggio ma non riesce a farne del tutto il suo protagonista, quasi fosse una macchina da presa impegnata nello spasmodico tentativo di riprendere tante cose senza però soffermarsi mai abbastanza su nessuna. 
Nello spettatore si crea un sentimento di incapacità di immedesimarsi nella storia che viene narrata in modo consequenziale e piatto, senza riuscire nemmeno a commuovere chi guarda la miseria che si trova davanti. 
Il regista ha scelto il tema della commiserazione, ma personalmente mi è riuscito difficile commiserare un personaggio che dimostra, pur nella sua fragilità e ingenuità estrema, una tale forza d'animo e di carattere, un tale ottimismo e un tale amore per la vita e per i suoi sogni.
Quasi che il film volesse dirci invece che quando una donna sceglie di guadagnarsi il rispetto e la dignità al pari di un uomo questa è penosa e misera.
Anche se non credo che fosse questo che il film voleva comunicare è proprio questo che finisce per renderla tanto stonata, la forza che dimostra l'una (la protagonista) invalida il concetto che mostra l'altro (il film) e tale contrasto nuoce al ritmo narrativo che cade in una chiara incoerenza che disorienta.
Perciò dovremmo commuoverci? Dispiacerci per la storia della protagonista?
Rassegnarci al messaggio che il mondo e la vita sono uno schifo?
Io credo di no. Infatti quello che mi è dispiaciuto è stato il modo in cui la vicenda è stata raccontata ma non la vicenda in sé. 
Peccato, davvero peccato, perchè se il tutto fosse stato diretto in modo diverso probabilmente Glenn Close, attrice che premetto non mi piace più di tanto, avrebbe vinto il premio Oscar.
La sua è stata un'interpretazione magistrale, davvero ben riuscita e sentita, senza di lei il film di certo non meriterebbe di essere visto. 
Buona anche l'interpretazione di  Mia Waiskowska. 
Del resto come sempre l'Accademy ha saputo evidenziare il meglio tanto che non possono stupire queste due candidature all'Oscar.

Come concludere dunque?
Ebbene un film che va visto certo, per gli amanti del cinema che non vogliono perdersi la migliore performance della Close e per tutti coloro che hanno un debole per le storie pregne di decadentismo ma che ancora cercano di trattenere un retrogusto di verismo nella vana scimmiottatura di uno dei migliori racconti del "ciclo dei vinti" del nostro Giovanni Verga.

Buona visione e alla prox!

Sae.

domenica 14 aprile 2013

Sinister

Pubblicato da Sae alle 22:15 0 commenti




Riuscire a vedere questo film è stata una vera e propria odissea!
Il mio desiderio di vedere "Sinister" risale a poco prima di natale. Ero in rete per cercare qualche film interessante da vedere, dal momento poi, che è difficile trovare film di genere horror e thriller degni di questo nome, quando ci si trova davanti qualcosa che potrebbe essere in effetti un buon esempio di tale filone si tende a non lasciarselo scappare. 

Così mi trovavo in rete e il mio sguardo capitava proprio su questo titolo. Incuriosita dalla trama e dalla totale mancanza di informazioni su di esso, decisi di cercare un po' in rete per capire di che tipo di film si trattasse e sono stata tanto fortunata che ho addirittura trovato, in streaming, il film stesso sotttotitolato in italiano. 
Per pura curiosità ho fatto partire l'inizio. Mi trovavo da sola in camera mia di notte e d'improvviso è apparsa davanti ai miei occhi l'immagine di una proiezione di un filmato su pellicola da 8 mm dove 4 persone erano incappucciate e appese al ramo di un albero tramite una corda. Senza nessuna spiegazione logica che lo spettatore possa inidividuare da principio il ramo lentamente si alza lasciando morire impiccate quelle quattro persone. 
Senza alcun sonoro, o effetto particolare appare così davanti a noi il titolo del film: "Sinister".

Ora avete presente quella sensazione di quando vi trovate davanti a qualcosa che cattura in maniera inesplicabile il vostro interesse? 
Quando sentite l'eccitazione crescere perchè sentite che state per vedere qualcosa che sicuramente vi piacerà viste le premesse? 
Quando sapete che non vi potete stare sbagliando? 
Ecco questa è la sensazione che ho avuto con "Sinister".
Pertanto non potevo assolutamente vederlo in lingua straniera sottotitolato, soprattutto quando sapevo che l'avrebbero doppiato! ^_^

Così a partire dallo scorso dicembre non ho fatto che attendere che il film venisse proiettato nelle sale. 
In un primo momento si era parlato di gennaio, poi di febbraio e alla fine ecco arrivato il tanto atteso momento a marzo!  
A quel punto non mi restava che andare al cinema. 
C'era solo un piccolo problema che mi impediva di portare avanti il mio progetto... ovvero che non avevo nessuno con cui andare a vedere codesto film al cinema... ç___ç
Ovvero nessuno, nemmeno gatti e cani hanno avuto il desiderio di farmi compagnia durante la visione... e andare al cinema da soli a vedere un film horror.... ecco... è piuttosto triste. ToT

Infine dopo che sono passati quasi due mesi ho deciso oggi pomeriggio che sì, l'avrei visto da sola! *__*

Ma ora passiamo a parlare del film.

Dopo la scena d'apertura poco sopra descritta, la pellicola si apre sul trasloco della famiglia Oswalt.
Ellison Oswalt difatti sta effettuando un trasloco con tutta la sua famiglia in una nuova casa e in una nuova città. 
Scrittore di fatti di cronaca nera, dopo una serie di insuccessi cerca di scrivere il prossimo libro che possa dargli nuova fama e denaro. 
Per far ciò decide pertanto di trasferirsi, all'insaputa di sua moglie, nella casa dove è avvenuto l'ultimo fatto macabro di cui ha deciso di fare oggetto il nuovo manoscritto. 
I fatti riguardano una famiglia che è stata trovata impiccata a un albero nel giardino di casa, mentre la figlia minore, Stephanie,  è stata data per dispersa dalle autorità.  
Deciso a scoprire la verità dietro questo avvenimento raccapricciante per rendere il suo lavoro un best-seller e ossessionato dalla fama ormai perduta, Ellison, cerca di farsi strada nella macabra vicenda a discapito della propria morale e dei propri valori. 
Trovati dei curiosi filmini in 8 mm nella soffitta della casa, l'uomo ne comincia la visione per scoprire delle riprese terribili riguardanti altrettanti orrendi omicidi. 
Ed è proprio così che per lo scrittore comincerà un percorso in discesa che gli sarà sempre più difficile tentare di risalire. 

"Sinister" è un film che parte da una sceneggiatura e un'idea di base forse anche banali. Il concetto potrebbe non essere troppo lontano da quel mediocre "Possession", altro film horror recentemente uscito nelle sale cinematografiche. 
Nonostante questo però il film riesce sicuramente bene.  Le banalità della sceneggiatura non vengono quasi notate dallo spettatore concentrato sull'originalità del montaggio e della regia. 
Le immagini dei filmati in 8 mm e soprattutto la meritevole interpretazione di Ethan Hawke, qui in splendida forma, rendono il film davvero piacevole, capace, grazie anche alle ottime musiche e agli adeguati e mai troppo invasivi effetti sonori, di tenere lo spettatore con il fiato sospeso e nella giusta condizione di allerta e suspance.
Tralasciando qualche forzatura visiva e narrativa forse, "Sinister" diventa un prodotto senza troppe pretese capace di impegnare e divertire durante la visione, lasciando sicuramente una bella sensazione, nonostante il finale forse anche fin troppo prevedibile. 

Quindi sicuramente consigliato a chi ama le storie di mistero e di tensione! ^^

Buona visione! Alla prox! Sae.  

Fairytale

Pubblicato da Sae alle 11:06 0 commenti



Rieccomi qui di nuovo dopo un'altra lunga pausa!! Scusate tutti ma ultimamente gli impegni si sono succeduti moooolto rapidamente!! Speriamo di avere un po' più di tempo d'ora in avanti ç____ç

Bene oggi sono qui per parlarvi di "Fairytale". 

Ieri sera ci eravamo ritrovate io una mia cara amica e mia sorella in casa... giusto per stare un po' in compagnia... :)
Dal momento che qualcuno mi ha messa a sgobbare con le pizze, non ho avuto molto tempo per scegliere il film... o meglio avevo deciso per "Argo", questo perchè per un momento mi ero dimenticata di mia sorella, quando ho ricordato che ci sarebbe stata anche lei... mi sono accorta che forse "Argo" non era proprio una grande idea dal momento che l'aveva già visto... -__-
Così ho cercato e cercato per procurarmi un altro film, quando l'occhio mi è caduto su questo "Fairytale", alla vista della produzione italiana ho storto il naso lo ammetto, come immagino avranno fatto in molti, ma alla fine devo dire che oltre una pizza forse un po' bruciacchiata... la visione non è stata spiacevole, ma non anticipiamo i tempi :)

Eccetto l'effetto di transizione del titolo iniziale, per cui secondo me si sarebbero potuti spremere le meningi un po' di più... l'apertura come da manuale risulta, nella sua parziale banalità, giustamente inquietante: "il pavimento di una vecchia casa, una musica anni trenta in lontananza, mentre l'inquatratura si sposta lungo un infinito corridoio per poi chiudersi in modo enigmatico su un'accennata scena di tragedia dove il sangue che vela il suolo ci conduce a un armadio su cui è impressa un'allusiva immagine di donna".

Sophia e sua figlia Helena, si sono appena trasferite nella città di Latina. 
La giovane madre, alle prese come da manuale con l'onnipresente padre assente, cerca di fare del suo meglio per tirare su la sua bambina. Con un lavoro di insegnante, cerca quanto possibile, di stare vicino a sua figlia anche in virtù del cambiamento di vita appena fatto e soprattutto per aiutarla ad adattarsi il prima possibile nella loro nuova casa, dallo strano armadio con la figura di donna. 

In seguito a un grave incidente automobilistico e coincidenzialmente alla caduta del primo dentito della piccola, iniziano a verificarsi nella vita delle due strani fenomeni che sembrano essere di origine paranormale e legati in qualche modo alla favola della fatina dei denti che la piccola Helena dice di vedere sovente. 

Preoccupata per sua figlia Sophia cercherà, obbligandosi all'estremo a non cedere alla fantasia e all'irrealtà, di aiutare sua figlia in quella che lei crede essere una sindrome della psiche. 
Fino a quando anche lei non sarà costretta ad ammettere che spesso la scienza non può dare una spiegazione logica a tutto... purtroppo. 

"Fairytale" è davvero un buon prodotto. Certo non si può ancora paragonare, qualitativamente parlando, alle grandi produzioni americane, ma se si è disposti  a tralasciare minimi accenni in cui si evidenzia la grossolanità di un cinema di suspance ancora alle prime armi nel nostro Paese, allora ci si può godere davvero un film molto interessante. 
Ottima la regia di Christian Bisceglia, sceneggiatore oltre che regista, regia che possiamo apprezzare soprattutto nei momenti di stasi, negli abili giochi fatti tra immagine in movimento e oscuramento, dove si è saputa creare la giusta tensione nello spettatore, anche mostrando molto poco. 
Buona la fotografia a cura di Antonello Emidi, e, inoltre, interessante l'interpretazione della protagonista l'attrice Harriett MacMasters-Green, anche se in alcuni momenti troppo "carica".
Buone anche le musiche e gli effetti sonori, insomma un film  per gli amanti del genere che sicuramente deve essere visto, non solo per supportare un genere di novità, ben fatto per una volta, qui in Italia, ma anche perchè di certo la pellicola non deluderà lo spettatore durante la visione e fino al più o meno imprevedibile finale. :)

Ultimo appunto: interessantissima l'intepretazione dell'assistente universitario di Sophia, nelle sue quattro apparizioni ha dato sicuramente quel tocco senza il quale il film non avrebbe potuto decollare XDD

Buona visione!! ^___^


martedì 21 agosto 2012

L'estate sta finendo!

Pubblicato da Sae alle 12:58 2 commenti

Ebbene ragazzi anche quest'anno l'estate sta finendo!!
Questo mi ha fatto venire in mente una canzone che quando ero molto, molto piccola mi piaceva da matti io avrò avuto due anni o giù di lì ma non so perchè mi ricordo il ritornello ed anche che mi piaceva tanto!
Non chiedetemi perchè mi piacesse...ma sta di fatto che continua a piacermi anche adesso! XD
Bene vi incollo qui il testo e spero di aver riportato alla mente qualche ricordo anche a qualcun altro di voi!!

L'estate sta finendo - Righeira

  L'estate sta finendo
e un anno se ne va
sto diventando grande
lo sai che non mi va.
In spiaggia di ombrelloni
non ce ne sono più
è il solito rituale
ma ora manchi tu.
Languidi brividi
come il ghiaccio bruciano
quando sto con te.
Baciami
siamo due satelliti
in orbita sul mar.
È tempo che i gabbiani
arrivino in città
L'estate sta finendo
lo sai che non mi va.
Io sono ancora solo
non è una novità
Tu hai già chi ti consola
a me chi penserà.
Languidi brividi…
L'estate sta finendo
e un anno se ne va
sto diventando grande
lo sai che non mi va.
Una fotografia
è tutto quel che ho
ma stanne pur sicura
io non ti scorderò.
L'estate sta finendo
e un anno se ne va
sto diventando grande
anche se non mi va.
L'estate sta finendo
l'estate sta finendo
l'estate sta finendo oh oh oh oh
l'estate sta finendo . . . . . . .

Un saluto e alla prox.

Sae.


lunedì 20 agosto 2012

The dark hours

Pubblicato da Sae alle 12:18 1 commenti

Ieri sera insieme a mia sorella e al suo ragazzo dopo cena abbiamo visto questo film. Non è che l'avessimo proprio scelto a dire la verità, si trattava di un titolo che avevo messo da parte io un bel po' di tempo fa in attesa di vederlo. 
Dal momento che ieri sono stata in parte impegnata a cucinare non avevo avuto il tempo di trovare anche un film a visione garantita e così ho spolverato il mio vecchio hard disk per vedere quali meraviglie poteva offrire. 
Alla fine di meraviglia non ne ha offerta nemmeno una. 
Ad ogni modo tra questo e "Fingerprints" abbiamo scelto questo. 

"Sai perchè ci si pizzica per capire se stai dormendo o no?" Questa era la frase esplicativa del film e che quando sono andata in giro a cercarne la trama mi ha incuriosita, tanto che non ho più letto la trama dopo. :(
La storia del film è presto detta. Samantha è una affermata psichiatra che lavora in una struttura riabilitativa per criminali con gravi turbe psichiche. Purtroppo da circa due anni alla donna è stato diagnosticato un raro tumore al cervello che negli ultimi tempi ha cominciato a progredire. 
In vista del finesettimana lei suo marito e sua sorella si riuniscono nella casa di montagna della coppia. Tutto sembra procedere per il meglio quando, come da classico manuale di film horror ecco che qualcuno bussa alla loro porta in cerca di aiuto.  Da quel momento per i tre cominceranno delle ore davvero oscure. 

Il tema del film non è male a dire il vero. Anche la regia non è propriamente malvagia quello che fa perdere punti e molti alla pellicola è l'ovvia scarsità di budget con cui è stata realizzata e un montaggio che ha reso in molti tratti nebuloso comprendere la naturale storia che ci veniva narrata. Ma come spesso succede nei tentativi "primi" se così vogliamo dire, il tentativo di disorientare il lettore per soprenderlo con un finale inaspettato non è riuscito nemmeno per un secondo. Personalmente avevo capito il fine del film, che risulta a discapito di tutto piuttosto ovvio, fin dai primi venti minuti di visione. 
Gli attori non sono poi così bravi, ma questo ovviamente si paragona agli standard a cui siamo abituati di cinema holliwoodiano non sempre proprio il migliore comunque. 
A volte nel cinema indipendente si trovano vere perle di beltà...casistica questa che non comprende questo "The dark hours". 
Ad ogni modo nonostante non sia una pellicola di valore e sicuramente una di quelle di cui si può fare benissimo a meno, la cosa positiva è che nonostante tutto mantiene viva l'attenzione dello spettatore, creando nel contempo un senso sempre più vivo di disturbo e se vogliamo anche schifo, non necessariamente dovuto a scene splatter di cui non abbonda affatto al contrario. 
Quindi se proprio non avete niente di meglio da vedere e volete sperimentare la visione di un cinema diverso dai soliti americani potete avventurarvi alla visione di questa pellicola purchè siate ben consapevoli che non vedrete un film piacevolissimo o particolarmente meritevole. 
E forse riuscirete anche a capire perchè lo slogan del film non c'entri quasi niente con il film stesso....
"Perchè ci si dà un pizzicotto per capire se stai sognando?"....onestamente conoscevo la risposta anche senza la visione del film in questione. XD

Alla prox. 

Sae.

50 Sbavature di Gigio

Pubblicato da Sae alle 06:16 0 commenti


Ebbene buongiorno a tutti...vista l'ora O__O
Ormai avete scoperto il mio segreto sono una vampira che all'alba va a dormire! XD
No! Ma vi racconterò comunque come mai mi trovo qui a quest'ora poco felice in piena parentesi estiva a recensire questo libro.
Stanotte mentre ero nel bel mezzo dei miei sogni e placidamente adagiata nelle braccia di Morfeo è successa una cosa piuttosto singolare. 
Improvvisamente qualcosa mi ha destata dal mio sonno. Ho sentito distintamente tre spari, o colpi molto forti, e poi una macchina che sgommava via a tutta velocità. 
Inizialmente ho pensato che potesse essersi trattato di un sogno, poi però ho sentito i miei vicini che parlavano proprio di quello che avevo sentito io. 
Leggermente spaventata sono scesa giù al primo piano dove c'è la stanza da letto di mia sorella e dei miei genitori. Mio padre è tipo na specie di Al Pacino in versione "Insomnia" avete presente il tipo che non dormiva per tipo un anno solare? Ecco a detta sua pure lui è così, quando ti svegli la mattina la prima cosa che l'educazione comanda è di dire "Buongiorno." Nel caso del mio genitore maschio invece, quando la mattina io mi sveglio con un diavolo per capello perchè mi sveglio notevolemente presto, al mio tentativo amichevole di dire "Buongiorno" mi sento quotidianamente rispondere : "Non dormo da 376 giorni." o giù di lì che parafrasando vuol dire "Tua sorella ha fatto tardi anche stanotte e quindi sono andato a dormire tardi."
Vista la sua presupposta somiglianza con il sopracitato attore sono scesa giù convinta di trovare almeno lui sveglio, già in strada e pronto a darmi tutte le delucidazioni del caso. Invece non solo era addormentato che manco un pezzo di tufo...ma ronfava anche amabilmente, così come mia madre, e mia sorella...compreso il cane che dorme sul balcone. Insomma l'unica sveglia ero io!
Non potendo ottenere nè rassicurazioni nè delucidazioni di sorta e non potendo nemmeno aprire una finestra per vedere fuori, perchè altrimenti il nostro allarme si sarebbe messo ad allarmare modello iena, sono tornata in camera mia a letto. Visto però che ormai ero sveglia e che io sono una di quelle "fortunate" persone che una volta sveglie non si riaddormenta più facilmente mi sono finita di leggere questa parodia della trilogia più "hot" del momento.
Ieri mia sorella mi aveva ventilato la possibilità di questa lettura e in serata mi ero scaricata il volume all'economicissimo prezzo di 2 euro e 99 su Lafeltrinelli. :)
Avevo cominciato a leggerlo per poi cadere addormentata e così mi sono detta che tanto valeva finirlo.

Questa parodia o presa in giro, che dir si voglia, della famosa trilogia che sta spopolando in tutto il mondo vede come autrice Rossella Calabrò che probabilmente proprio come me nessuno conosceva prima della scrittura della suddetta parodia. 
Questo libricino, che di fatto non è molto lungo e si contrappone dunque alla più che prolissa narrazione delle avventure di Mr. Grey e della sua dolce metà,  non narra nuovamente tali avventure, ma si sofferma unicamente ad evidenziare le differenze tra le 50 sfumature del nostro Mr. Grey frutto della mente laboriosa di un'autrice piena di sogni ed illusioni, e il Gigio nazionale, ovvero un qualunque uomo che rientri nella normalità della realtà umana. 
Devo dire che il libro è scritto bene, con una pungente ironia e una satira che non annoia e che fa ridere molto, io stessa vista l'ora ho dovuto soffocare le risate nel cuscino. 
I paragoni tra Mr. Grey e il Gigio sono un qualcosa di spassossissimo, tutti perfettamente calzanti a quelli che il vero universo del mondo maschile è, nonchè deliziosamente ironici verso quello che è l'immaginario mondo femminile. Dove sia l'uno che l'altro vengono derisi e anche apprezzati in modo simpatico e leggero, magari eccedendo in qualche caso con una punta di femminismo, ma è di una trilogia indirizzata unicamente al sesso femminile di cui si parla, quindi ci sta benissimo!

Pertanto a chi ha apprezzato la trilogia e anche a chi come me non l'ha apprezzata affatto, consiglio comunque di leggere questo concentrato di divertimento perchè di sicuro non se ne pentirà. E' una lettura veloce che di certo non ci impedirà di continuare a sognare il nostro perfetto Mr. Grey, facendoci magari apprezzare anche un pelino di più il nostro Gigio.

Buone risat....ehm...buona lettura e alla prox.

Sae.
 

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